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   Sat, 04 Mar 95 00:38:43 ITA
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 Fri, 3 Mar 1995 15:49:49 -0500
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Date: Fri, 3 Mar 95 15:49:16 EST
From: claudio@math.ias.edu (Claudio Procesi)
Message-Id: <9503032049.AA25805@sevilla.math.ias.edu>
Apparently-To: <ESG@IFEUNIV.UNIFE.IT>
 
Cari colleghi vi scrivo da questa specie di INDAM in un Universo
Parallelo che e' l'Institute for Advanced Study alla periferia della
grande mela.
 
Purtroppo il mio tentativo di creare una nuova leadership per
l'INDAM e' fallito e mi scuso vivamente con coloro che mi hanno
incoraggiato e votato per non aver saputo dare un frutto alla fiducia
che avevano  in me riposto. Devo comunque fare un breve riassunto
degli eventi a cui aggiungero' delle considerazioni.  Ho illustrato
dettagliatamente la natura della mia proposta  ai 36 grandi elettori
 (alcuni assenti).  La discussione  e' stata ampia e sembrava che ci
fosse una certa convergenza dagli interventi fatti per una soluzione
centrata sul mio nome. Vi sono stati certamente
interventi discordanti, che non hanno pero' espresso una vera proposta
alternativa.
Nonostante avessi fatto ad un certo punto
una lista di 7 possibili nomi, ho sempre ribadito che avrei
collaborato con tutti, chiedevo solo una cosa
irrinunciabile (ed il vero segnale che la mia proposta era stata
recepita), ovvero la votazione nel comitato, insieme a me, di almeno uno
 dei due colleghi che avevano accettato di collaborare con me ed
in particolare di Fabio
Martinelli.  Non solo Martinelli non e' stato eletto
ma chiaramente il comitato scelto si configura come largamente
alternativo alla mia proposta. Questo comitato e' stato votato in gran
parte da una maggioranza silenziosa, ossia da quelli che non sono
intervenuti nel dibattito.  La sera stessa ho deciso di non accettare
di farne parte inviando la seguente lettera a Pucci.
 
 
 
Caro Pucci,
 
ti comunico che non intendo accettare la nomina a membro del
Comitato Direttivo dell'INDAM.
 
La mia proposta e la mia posizione sono state da me illustrate con
estrema chiarezza e con altrettanta estrema chiarezza avevo
definito i limiti della mia disponibilita'.  Le mie richieste erano
minimali ed offrivano nuove energie alla conduzione della
Matematica Italiana. Credo che la mia fosse una offerta generosa
con un chiaro obiettivo unitario. Non intendo pertanto coprire la
responsabilita' di coloro che la hanno respinta entrando in un
Direttivo che non e' l'espressione di un progetto in cui mi riconosco.
Mi rammarico che una operazione da me condotta fin dall'inizio con
uno spirito unitario e propositivo si sia trasformata in un episodio
che temo potra' solo approfondire il solco che ormai e' chiaramente
percepibile nella Matematica Italiana e che ingenuamente pensavo
di poter ricomporre.
 
 
Cordiali saluti    Claudio Procesi
 
 
Aggiungo  alcune considerazioni.
Mi rivolgo prima di tutto agli eletti nel comitato, tutti scienziati che
stimo e con cui, in altre condizioni, avrei collaborato volentieri.
 
Purtroppo, nei fatti e non per vostra volonta' ne' per la vostra
personalita' scientifica, sarete il comitato della spaccatura e non
della unita'. Inoltre di una spaccatura che era sempre latente e non
doveva prodursi e cioe' fra matematici che fanno ricerca e quelli
che amministrano. Dico nei fatti perche' avete ascoltato come me gli
interventi di tanti matematici che godono di un prestigio
internazionale e che avevano dato precise indicazioni per un esito diverso.
 E' chiaro che
non li rappresentate ora, ne' li rappresenterete nella CEE o presso il
mondo politico o scientifico.  Era una spaccatura che la mia proposta
voleva evitare, un minimo di intelligenza avrebbe fatto capire a tutti
che quello era il cuore della mia offerta che poteva essere accettata
da Pucciani e anti-Pucciani, analisti, fisici matematici, matematici
applicati ecc.. Io credo di avere fatto tutto il possibile per farlo
capire senza offendere nessuno o spaccare la comunita', purtroppo
ho sopravvalutato la mia intelligenza o quella degli altri.
 
Vi auguro buon lavoro. La comunita' matematica vi indica di mantenere
 un sostanziale investimento su una politica di formazione a largo
spettro e certamente potrete arricchirla con nuove idee. Vi suggerisco
 di ristabilire un rapporto con il Dipartimento di Matematica Castelnuovo
di cui in qualche senso siete ospiti, di  collegare l'INDAM in rete
attivando allo stesso tempo un servizio di informazioni elettronico (tipo WWW).
 Inoltre  di cancellare i corsi INDAM
che ritengo uno spreco di risorse finanziarie ed intellettuali e comunque
di rivedere a fondo il programma di borse predottorato.
Per quanto riguarda il progetto di costruire un Istituto di Ricerca penso che
 questo possa e debba essere perseguito ma, almeno in una prima fase,  non
 dall'INDAM.
Questo avrebbe avuto senso se tale progetto fosse stato il piatto forte delle
 prossime attivita` INDAM, garantito da un Comitato solidamente impegnato sulla
 sua realizzazione. Come uno dei punti, insieme o forse dopo le borse per
 laureandi mi sembra privo di prospettiva.
Spero di convincere alcuni colleghi ad impegnarsi comunque su questo progetto.
 Se cio' avverra' (spero fra breve)
l'INDAM sara' chiamata a contribuire e mi aspetto un cospiquo finanziamento.
 
 
Mi rivolgo quindi a Sandro Figa' Talamanca con cui siamo
amici da lungo tempo, mi scuso se saro' un po rude ma mi ha molto deluso.
 Ho preso fin
dall'inizio l'iniziativa di parlargli ed illustrargli la mia idea sperando
che capisse il significato della mia offerta, proprio per evitare l'esito
che invece purtroppo si e' avuto. Ora lui mi dice che ha bisogno
della mia alta collaborazione scientifica,   Balle!! se volevate la mia
collaborazione la via la avevo chiaramente indicata, era una
richiesta minima, un segnale di cambiamento, adesso per favore
non insultate la mia intelligenza, non sono uno scolaretto.   A Sandro
che ha fatto il presidente dell'UMI e' stato al CUN al CNR e chissa'
dove altro, ricordo che nessuno di noi e' indispensabile, in
particolare non sono indispensabile io. Ti prego in futuro di
 astenerti dal fare la predica sulla mancanza di volonta' da parte
dei giovani brillanti ricercatori ad occuparsi della gestione della
 matematica ed a riflettere invece sull'opportunita' che quelli piu
 anziani, dopo avere occupato tutte le cariche possibili ed immaginabili,
capiscano che si puo essere utili alla comunita' anche facendosi da parte.
 
 Ti consiglio inoltre, poiche'
sei un uomo intelligente, di guardarti dalla malattia
professionale degli accademici. Una terapia consiste nel mettersi davanti
 allo specchio magico per spiegargli accuratamente  il futuro
dell'INDAM, dell INFN, del CNR della NATO ecc. .... se e' lo stesso
specchio che uso io probabilmente risponde "are you joking!?".
 
 
Forse ho comunque reso un
servizio alla comunita matematica (che si ricorda di me quando
 ci sono gatte da pelare come il concorso di logica).
Essa puo' trarre  da questa vicenda l'insegamento  di
come sia nefasto continuare ad operare per bande su
raggruppamenti disciplinari che invece di crescere si atrofizzano e
si isteriliscono a vicenda. Io non ho pensato neanche un momento che le
persone che dovevano collaborare con me dovessero essere
algebristi o geometri.
 
Mi dimenticavo, a Carlo Pucci cantero' con la voce di una Gigliola
Cinquetti un po attempata "non ho l'eta'..".
Lo pregherei comunque di astenersi dal valutare le capacita' amministrative
 delle persone che non conosce e, se vuole, di documentarsi sulla mia
direzione dell Istituto Castelnuovo nel momento in assoluto piu'
difficile della sua storia dopo la guerra, nel 1977 con il Rettore pronto
 a commissariarlo.
Mi spiace non abbia capito che nella mia proposta
c'era una offerta anche per lui.
 
cordiali saluti  Claudio Procesi

